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Adjusted bounce rate: cos’è e come impostarlo

By Dicembre 30, 2019Settembre 3rd, 2021Web Analytics

Il Bounce Rate (o frequenza di rimbalzo) è una metrica di Google Analytics che permette di valutare l’interesse che gli utenti dimostrano verso una pagina web e il suo contenuto. Nello specifico, misura la percentuale di utenti che visualizza una singola pagina sul tuo sito, non continua la navigazione ed esce dal sito.

Questa metrica ha però dei limiti. Prendi in esame il seguente comportamento: un utente si ferma per 20 minuti per leggere la tua pagina e esce dal sito. La sua sessione viene identificata come bounce e viene associato un bounce rate del 100%. Insomma, questo utente è in realtà un utente interessato ma viene etichettato come un utente che non lo è.

Per questo abbiamo bisogno l’adjusted bounce rate, o frequenza di rimbalzo aggiustata o adattata.

L’adjusted bounce rate è una tecnica di tracciamento che, attraverso la definizione di eventi intermedi, come lo scroll fino ad un certo punto della pagina o il tempo speso in essa, fa si che una sessione non venga identificata come un rimbalzo, anche se l’utente esce senza visitare una seconda pagina durante la stessa sessione.

L’adjusted bounce rate permette di avere informazioni più accurate sul comportamento degli utenti in un sito o landing page.

Vediamo dunque alcune tecniche per impostare l’adjusted bounce rate tramite Google Tag Manager.

Adjusted bounce rate: impostiamolo con scroll e il tempo in pagina

Per aggiustare il bounce puoi utilizzare la percentuale di scroll e il tempo in pagina. Se l’utente visualizza il 75% della pagina e rimane almeno 30 secondi, possiamo affermare con una buona approssimazione che questo utente è interessato al contenuto e non deve incrementare il bounce rate della pagina (chiaramente questi sono valori d’esempio che vanno pesati e testati sul proprio sito web).

matteo boscolo digital analyst
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In pratica

Per fare questo ci possiamo servire di Google Tag Manager per generare un hit da non-interazione quando queste due condizioni si presentano. Vediamo come.

  • Crea un nuovo tag di tipologia Google Analytics e tipologia di tracciamento Evento
  • Inserisci una categoria, azione e etichetta
  • Importante: imposta “false” su Hit da non interazione (sarà questa impostazione che aggiusterà il bounce rate della pagina)
Non-interaction event Impatto
TRUE Nessun impatto sul bounce rate
FALSE Impatto sul bounce rate

Per quanto riguarda l’attivatore:

  • Attiva la configurazione di tipologia “Scroll depth Threshold”
  • Crea una nuova variabile definita dall’utente di tipologia Data Layer che contiene il valore gtm.timerInterval
  • Crea un nuovo trigger di Tipologia Timer, con intervallo 30000 millisecondi (30 secondi), limite 1 (si attiverà una volta soltanto), Page URL contenente “/” (si attiverà su tutte le pagine, contestualizza tu questa impostazione nel tuo sito) e Scroll Depth Treshold impostata su 75 (riferita al 75% di scroll della pagina). In questo modo il tag si attiverà solo se sono passati almeno 30 secondi e l’utente ha già scrollato fino al 75% della pagina.
  • Crea un nuovo attivatore di tipologia “Profondità di scorrimento”, imposta “75” come percentuale e su “Aziona questo attivatore quando verifica un evento e tutte queste condizioni sono vere” imposta 30000 (30 secondi). In questo modo il tag si attiverà solo se sono l’utente ha già scrollato fino al 75% della pagina e se sono passati almeno 30 secondi dalla Page View.
  • Configura un tag Evento e imposta i due trigger in come attivatori. Ricorda di impostare l’Hit da non interazione su “False”.
  • Testa la configurazione tramite anteprima. Scrolla fino in fondo ad una pagina e attendi almeno 30 secondi. L’evento appena creato apparirà e adeguerà di conseguenza la frequenza di rimbalzo.

Se hai problemi con la configurazione, fammelo sapere nei commenti!

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